copertina design week 2026

 

 

In-Between Matter: l'essenza della scienza si fa arte!

Shimadzu alla Milano Design Week 2026

In occasione della Milano Design Week 2026Shimadzu Corporation ha realizzato l’esposizione “In-Between Matter” in collaborazione con lo studio di design contemporaneo We+.

Attraverso questo progetto, Shimadzu ha voluto portare alcuni principi fondamentali della scienza al di fuori dei propri laboratori, trasformandoli in esperienze visive e interattiveL’obiettivo è quello di rendere la scienza più accessibile e coinvolgente, stimolando la curiosità e un dialogo aperto tra la ricerca scientifica e il design. Un confronto che può contribuire ad avvicinare sempre più persone, e soprattutto le nuove generazioni, al mondo della scienza.

La scelta della location non è stata casuale: Il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” presso l’area “Cavallerizze”, rappresenta un punto di riferimento per le realtà e i professionisti che operano nel settore.

Attraverso questo progetto, Shimadzu ha scelto di reinterpretare alcuni principi fondamentali della scienza, traducendoli in esperienze visive e interattive.

Scopri tutte le installazioni dell'edizione 2026!

 

 

L’esposizione si articola in quattro installazioni, alcune ispirate a una diversa tecnica analitica:

 

The Wave Installation

La prima installazione interpreta l’identità di Shimadzu attraverso il concetto di separazione, elemento fondante del nostro business nel campo della scienza analitica.

Da questo principio nasce un’opera racchiusa in una struttura trasparente, in cui l’interazione tra acqua e olio di silicone genera un movimento ondulatorio sorprendente e inusuale.

Le dinamiche fluide create dai due liquidi trasformano così un concetto scientifico in una rappresentazione visiva immediata, capace di rendere il fenomeno della separazione della materia più accessibile, coinvolgente e comprensibile per il pubblico.

 

Chromatography Installation

La seconda installazione è dedicata al principio della cromatografia, una delle tecniche fondamentali dell’analisi chimica.

Su una piastra in ceramica viene tracciata una linea con un pennarello nero; immersa in acqua, l’inchiostro inizia a separarsi, facendo emergere i diversi colori che lo compongono. 

Attraverso un gesto quotidiano e immediatamente comprensibile, l’installazione rende visibile il principio alla base della cromatografia: una miscela apparentemente uniforme può in realtà essere composta da elementi differenti, che possono essere separati in base alle loro proprietà.

Ispirata alla strumentazione Shimadzu come la serie Nexera e i sistemi LC, l’installazione offre al pubblico un’esperienza diretta e interattiva della cromatografia.

 

Pigmented Particles Installation

La terza installazione esplora il tema della separazione attraverso il comportamento di particelle pigmentate.

All’interno di tre cilindri trasparenti sono contenute polveri colorate differenti. Premendo un pulsante, le polveri vengono sollevate e mescolate, generando configurazioni sempre diverse. Con il passare del tempo, però, le differenze di peso e di comportamento delle particelle fanno sì che i materiali inizino nuovamente a separarsi.

L’installazione traduce in forma visiva il principio che ispira alcune tecnologie Shimadzu, come la spettrometria di massa ad alta risoluzione.

Le diverse combinazioni cromatiche, tra cui giallo e verde, bianco e blu, bianco e rosso, amplificano l’effetto visivo e rendono il fenomeno ancora più coinvolgente, offrendo al pubblico una rappresentazione immediata di un principio scientifico complesso.

 

Optical Rotation

La quarta installazione, intitolata “Optical Rotation”, è dedicata al rapporto tra luce e materia.

All’interno di un tubo è contenuta una soluzione di acqua e zucchero. Lo zucchero possiede infatti una proprietà particolare: è in grado di modificare il percorso della luce. Un fascio luminoso proiettato dalla base attraversa la soluzione e, durante il suo percorso, subisce una “torsione”. Ruotando la piastra posta alla base dell’installazione, i visitatori possono osservare come i diversi colori della luce si trasformano e si distribuiscono, dando vita a un’esperienza immersiva.

Ispirata ai sistemi di spettrofotometria di Shimadzu, in particolare al modello UV-1900, l’installazione rende accessibile e coinvolgente il principio della decomposizione della luce.

 

 

Le fasi della realizzazione dell'opera